La guerra in Iran sta provocando l’aumento dei costi di bitume e asfalto, minacciando i progetti stradali italiani.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare la guerra in Iran e le turbolenze nello Stretto di Hormuz, stanno avendo conseguenze significative sull’economia globale, con ripercussioni dirette anche sull’Italia. Questa situazione ha portato a un aumento dei prezzi di petrolio e gas, elementi chiave per la produzione di bitume e asfalto, essenziali nei lavori stradali. Di fronte a questa crisi, il settore delle infrastrutture stradali italiane si trova in una situazione critica, richiedendo interventi urgenti per evitare che i cantieri si fermino.

Aumenti dei prezzi e impatto sui cantieri
Di recente, la crisi geopolitica in Iran ha causato un drammatico aumento del costo del bitume, che secondo SITEB, ha raggiunto i 200 euro a tonnellata, con un aumento del 47% rispetto al mese precedente. Anche il costo del gas metano, fondamentale per la produzione del conglomerato bituminoso, è raddoppiato rapidamente, passando da 2-3 euro a tonnellata a 6-7 euro. Questi aumenti comportano un’incidenza diretta sui costi di produzione, che ora arrivano a 12-14 euro per ogni metro cubo di asfalto. Le aziende del settore devono affrontare un aumento complessivo dei costi nei lavori stradali fino al 50%, una sfida particolarmente gravosa per i progetti già in corso, regolati da contratti stipulati prima dell’impennata dei prezzi.
Il rischio di paralisi nei progetti infrastrutturali
Il settore delle infrastrutture stradali è cruciale per lo sviluppo economico italiano, supportato da investimenti pubblici e programmi di ammodernamento. Tuttavia, l’attuale scenario energetico globale minaccia di mettere in difficoltà questo settore. Le aziende si trovano ad affrontare costi fuori controllo, senza adeguati strumenti di compensazione, il che potrebbe portare al rallentamento o alla sospensione dei lavori. Questa situazione non solo mette a rischio le imprese, ma anche l’occupazione e il rispetto delle tempistiche per le opere pubbliche.
Richieste di intervento al governo
Per affrontare questa emergenza, SITEB ha inviato una lettera al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, chiedendo misure straordinarie per compensare gli eccezionali aumenti dei costi energetici e delle materie prime. Le richieste includono l’adeguamento dei meccanismi di revisione prezzi alla reale dinamica dei mercati e il sostegno economico alle imprese per la gestione dei rifiuti e il supporto nei processi di transizione ecologica. Questi interventi sono essenziali per evitare che la crisi energetica si traduca in una paralisi delle infrastrutture stradali italiane, con conseguenze gravi per l’intero paese.